Dalle “interviste impossibili”, progetto, nato per i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia, a cura della prof.ssa Graziella Onida, le alunne, Mariana, Sara e Valdeta, presentano il video “Intervista a Pio IX – Papa del Risorgimento”.
150 anni dell’Unità d’Italia
In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, la nostra scuola ha organizzato due giornate per ricordare e riflettere sui momenti significativi che hanno portato all’unificazione d’Italia. Il 30 Marzo la manifestazione si è tenuta presso L.go Paolucci dalle 9,30, il 31 Marzo presso P.le Bosco dalle 10.
A questo indirizzo si può visionare il video della manifestazione del 30 Marzo http://www.youtube.com/user/casagrandecesi1?feature=mhum#p/a/u/0/5flvsVv-4L4
a breve sarà disponibile quello del 31 Marzo.
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Cocktail tricolore
Cocktail tricolore destrutturato
Verde:
1 parte di Bombay Sapphire
2 parti di Martini Extra Dry
Succo di lime
½ kiwi pestato
Bianco:
2 parti di Bacardi Superior
1 parte di Martini Bianco
2 parti di latte di mandorla di Sicilia
1 cucchiaino di sciroppo al cioccolato bianco
Rosso:
1 parte di Martini Rosato
1 parte di Martini Bitter
1 parte di Succo di melograno
1 cucchiaino di sciroppo al kiwi
Cocktail tricolore destrutturato
Verde:
1 parte di Bombay Sapphire
2 parti di Martini Extra Dry
Succo di lime
½ kiwi pestato
Bianco:
2 parti di Bacardi Superior
1 parte di Martini Bianco
2 parti di latte di mandorla di Sicilia
1 cucchiaino di sciroppo al cioccolato bianco
Rosso:
1 parte di Martini Rosato
1 parte di Martini Bitter
1 parte di Succo di melograno
1 cucchiaino di sciroppo al kiwi
Ricetta del Prof. Cataldo Bellanova
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INTERVISTA A GIUSEPPE MAZZINI: UN TUFFO NEL PASSATO
Oggi è un grande giorno, che rimarrà scritto nella storia, stiamo per assistere all’intervista impossibile a Giuseppe Mazzini. Ci accoglie nel salotto della sua casa di Genova; l’occasione è unica e le domande da chiedere sono tante.
Buongiorno Maestro, siamo onorati di questa intervista. Possiamo chiederle della sua famiglia, dove e quando è nato?
Buongiorno a voi; rispondo con piacere alle vostre curiosità. Sono nato a Genova nel 1808, la mia famiglia era composta dai miei amati genitori, Giacomo e Maria Draghi di Pegli, e da tre sorelle. Ho avuto un’infanzia serena e ì miei cari mi chiamavano con il nomignolo di Pippo .
Si racconta che da piccolo avesse uno spirito ribelle?
Si,lo diventai dal giorno in cui passarono i Federati Piemontesi reduci dal loro tentativo di rivolta. Crebbe in me convinzione che si doveva e poteva lottare per la libertà della Patria.
Quali sono stati i momenti più significativi che hanno caratterizzato la sua vita da adolescente?
Senza dubbio sono stati: il mio arresto all’età di quindici anni, perché in chiesa mi rifiutai di lasciare il posto ai cadetti del Collegio Reale;e a quattordici anni, quando, seguendo i consigli di mio padre, decisi di iscrivermi in medicina all’Università degli Studi di Genova. Ben presto però mi resi conto che quel corso di studio non faceva per me, cambiai facoltà e nel 1827 mi laureai in Diritto Civile.
Chi le ha trasmesso le idee così innovative per il suo tempo, indirizzandola nell’ impegno politico?
È stato mio padre Giacomo, medico e professore di anatomia, originario di Chiavari e personaggio attivo nella politica ai tempi della Repubblica Ligure; mi ha indirizzato nell’attività politica, trasmettendomi il senso del rispetto. l’ impegno civile e il valore della libertà.
Come venivano accolte le sue idee rivoluzionarie e patriottiche?
Le mie idee, sia rivoluzionarie che patriottiche, venivano accolte in modo non molto convinto perché le masse popolari non riuscivano a capire il mio progetto politico e sociale e venivo seguito solo da un gruppo di intellettuali.
Che cosa le ricordano le parole: Francia, Marsiglia, 1831?
La Francia mi accolse rifugiato politico, quando a causa della mia attività rivoluzionaria fui costretto a lasciare l’Italia. Marsiglia fu la città dove nel 1831 organizzai un nuovo movimento politico chiamato “la Giovine Italia”. Il motto dell’associazione era” Dio e Popolo” e il suo scopo l’unione degli Stati Italiani in un’unica Repubblica con un governo centrale;secondo me era questa la sola condizione per la liberazione del popolo italiano dagli invasori stranieri.
Se potesse tornare indietro rifarebbe le stesse scelte, anche sapendo che alcune erano sbagliate?
Nonostante non abbia avuto il sostegno del popolo, che non comprendeva le mie scelte, ripeterei comunque ogni singolo dettaglio della mia vita, perché credevo in me e nelle mie idee.
Quali altri movimenti seguirono alla Giovine Italia?
Gli altri movimenti che seguirono la Giovine Italia furono: la Giovine Germania, la Giovine Polonia e infine la Giovine Europa che fu la più grande concretizzazione del mio pensiero di libertà delle Nazioni. In questa occasione estesi il desiderio di libertà del popolo a tutte le Nazioni Europee. La fondai nel 1834 presso Berna in accordo con altri rivoluzionari stranieri.
L’attuale Europa Unita, secondo lei, ha preso spunto dal suo desiderio di libertà per tutte le Nazioni Europee?
Mi piace pensare che le mie idee abbiano influenzato i Padri Fondatori dell’Unione Europea, credo che solo l’ Europa Unita sia l’antidoto agli egoismi nazionali; bisogna credere poi nei valori della solidarietà e dare spazio ai giovani, in loro c’è vigore ed energia e sono il futuro e la speranza. Sono contento che dopo tutti questi anni qualcuno si ricordi ancora delle mie idee anche se alcuni moti rivoluzionari, come quelli del 1848, fallirono!
Chi concretizzò le tue idee rivoluzionarie?
Con il fallimento dei moti del 48, durante i quali ero stato a capo con Saffi ed Armellini della breve esperienza della Repubblica Romana, i nazionalisti italiani cominciarono a vedere nel re di Sardegna e nel suo primo ministro il conte di Cavour le guide del movimento di riunificazione.
Le sembrerà strano ma non tutti festeggeranno i 150 anni dell’Unita’d’Italia; qualche esponente politico considera il 17 Marzo ”un giorno di lutto”. Quali sono le sue riflessioni a proposito?
Se questo e’ vero me ne rammarico. Mi sono sempre battuto per l’unita’ e la solidarietà della nostra nazione; le opinioni diverse meritano rispetto, mi piace però pensare che il Nostro sacrificio ispiri nella stragrande maggioranza della popolazione italiana un forte desiderio di celebrare le ragioni del nostro stare insieme.
Il nostro presidente Giorgio Napolitano non smette di incitare tutti ad onorare il compleanno della nostra Nazione con la solennità che merita.
Sono d’accordo con il Presidente! Quale avvenimento merita il rango di festa civile se non la data che sancisce l’Unita’ di un Paese?
Come venivano impartiti gli ordini e le informazioni tra i vari gruppi d’azione patriottica?
Era difficile! La censura e la polizia segreta agivano a tutti i livelli ma riuscivamo lo stesso a comunicare con lettere, volantini scritti in codice , noi ci muovevamo sotto copertura cioè con nomi e documenti falsi.
Le facciamo questa domanda perché oggi intere nazioni del Nord Africa, e non solo, si stanno ribellando ai loro tiranni e sono i giovani, con i nuovi mezzi di comunicazione: internet, facebook, sms, twitter ad organizzare e gestire la protesta comunicando con tutti in tempo reale
Ciò che mi riferite e’ straordinario! Queste tecnologie ai miei tempi non esistevano e anche se non conosco il loro funzionamento ne intuisco l’enorme potenzialità e mi auguro, come l’avete chiamato “INTERNET”?
Ecco proprio lui INTERNET sia uno strumento formidabile che aiuti i popoli oppressi a trovare la strada del riscatto e della dignità .
Ritornando all’Italia,alcuni uomini di pensiero hanno proposto di far nascere un museo della storia d’Italia. Condivide questa idea?
Mi sembra un’ottima idea! I luoghi della memoria sono importanti e lo è certamente un museo che sia sintesi della storia d’Italia e della sua gente la quale, ad un certo punto, si è trovata legata da vincoli sempre più stretti fino a formare una nazione. E’ vero: ciò e’ accaduto tra scontri e divisioni. Si e allora? Dove mai non è accaduta la stessa cosa? Quindi ben venga il Museo della Storia d’Italia!
Per concludere la nostra intervista, vorremmo un suo commento su quanto ha detto il presidente degli Stati Uniti Barak Obama.
Mazzini interrompe pensieroso il dialogo ed esclama ”Che nome strano!”
La informiamo che si tratta del primo presidente afro-americano nella storia degli Stati Uniti.
“Tutto ciò e’ per me motivo di meraviglia, impensabile ai miei tempi! Torniamo però alla vostra domanda e chiedo scusa per l’interruzione”
Ecco, Obama , commentando le rivoluzioni nel Nord Africa , ha affermato: ”E’ ineluttabile, i popoli oppressi cercheranno sempre di conquistare la loro libertà in qualsiasi modo”. Cosa ne pensa?
Si,condivido pienamente quanto detto dal Presidente: ineluttabile vuol dire infatti che non si può contrastare , la conquista della libertà è infatti un desiderio innato in tutti gli uomini.
Un ultima domanda Maestro, in sintesi: quali sono i valori che tengono uniti un popolo?
Libertà, solidarietà e cultura di cui la lingua e’ un collante decisivo .
BUON COMPLEANNO ITALIA!Sono fiero di essere stato uno dei padri fondatori della mia patria e Auguri a TUTTI gli italiani!!
Chiara Bruciapaglia
Pagliarola Miriana
Tapeanu Nicoleta
Classe 2°B
Prof.ssa Graziella Onida
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Ricetta tricolore
Paccheri di Gragnano con calamaretti
Ingredienti per 4 persone:
350 g di paccheri di Gragnano (Campania); 400 g di calamaretti; 1 arancia; 1 limone non trattato (Costiera Amalfitana); 1 mazzetto di basilico; 400 g di pomodorini di Pachino (Sicilia); 1 spicchio d’aglio; olio extra vergine d’oliva (Toscana); sale e pepe q.b.
Preparazione:
lavare i pomodorini, versarli in una pentola, con acqua bollente per 30 secondi, quindi raffreddarli in acqua e ghiaccio; privarli della buccia e tagliarli in 4 parti.
In una padella con un filo d’olio appassire lo spicchio d’aglio, alzare la fiamma e unire i pomodorini; salare e pepare. Cuocere per circa 3 minuti quindi unire il basilico.
Pulire i calamaretti e lavarli bene, asciugarli e passarli velocemente in padella con i pomodorini; unire la scorza dell’arancia grattugiata.
Cuocere i paccheri in abbondante acqua salata, scolarli e saltarli in padella con i calamaretti e il pomodoro.
Servire con sopra le zeste di limone scottate per 3 volte in acqua e spolverate con polvere di arancia disidratata.
Ricetta del Prof. Giovanni Altore
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Buon compleanno, Italia
Questo sito è dedicato alle manifestazioni organizzate dall’I.I.S “Casagrande-Cesi” di Terni, in occasione dei 150 dell’Unità d’Italia.
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![ricettatricolore[1]](http://unitaitalia.files.wordpress.com/2011/03/ricettatricolore1.jpg?w=300&h=198)
